NON VOGLIO VEDERE

Sara Cucé, 2016 - 2020

Non voglio vedere la forma delle cose, il loro accartocciarsi, mutare,
evaporare,
costretti da un tempo tiranno.

Non voglio vedere il tempo che passa.

Ad ogni ritorno a casa, una ruga in più, una dimenticanza, un nuovo equilibrio,

un ricordo perduto.

Non voglio vedere

gli amici cambiati, non li riconosco più.

La virtù,
il dovere,
il punto di non ritorno.

Non voglio vedere.

Non voglio vedere
il volto corrucciato
di chi costruisce castelli di illusioni e lamentele
ma quello stanco e sereno
di chi sa che ce la farà sempre, anche quando non è vero.

Io sono l acqua che scava la pietra, a volte mi faccio goccia,

altre torrente.

Non voglio vedere,
voglio ricordare tutto così,
con la memoria degli occhi, quella impressa nella mente, impregnata di emozioni, pensieri e le sensazioni di un istante.

Quello e solo quello.

Essere come l’onda allora, che va e torna sempre, senza stancarsi mai.

Prende e porta
non vede e non dimentica.

Nostalgia del mare.

Non voglio vedere poiché mi squarcia a metà, mi logora,
mi scava dentro

e mi mette a nudo.

Voglio coprirmi
di uno strato di sole che
mi protegga dalle giornate uggiose e dai pareri distanti -
dalla malinconia.

Ma continuo a confinare l’ incontenibile e allontanarmi dalle cose iniziate e lasciate alla polvere ai flussi temporali al caso.

Mi preparo al freddo operoso colmo di provviste
pesanti sulla schiena leggere sull’animo.

Sono pronta a vedere.

© 2021 SARA CUCE' 
 

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